Brand equity e Brand e-quity

rete-gocceLa rete ai sui esordi, come emerso nel post Internet: la rivoluzione,  è stata concepita come un grande ipertesto composto da pagine senza un preciso ordine o centro. E’ solo successivamente che si afferma il concetto di sito web, cioè di uno spazio recintato, controllato, firmato; errata era però la modalità di approccio ad esso: veniva infatti visto come un’iniziativa doverosa messa in opera dal management tradizionale all’insegna del motto “l’importante è esserci”.

Con il crescere del numero dei siti diventa però scontato “esserci” ed è proprio a questo punto che le imprese ed i brand iniziano a chiedersi a cosa serva Internet e come sfruttarlo adeguatamente.

Si arriva a comprendere l’enorme valore del world wide web in quanto in grado di offrire la possibilità di edificare territori, identità aziendali, illustrare missioni e vocazioni, stabilire connessioni e relazioni.

Il sito internet diventa un vero e proprio indicatore di valore per brand ed aziende ed un fondamentale punto di contatto e di vicinanza con il proprio pubblico. La marca, grazie a tale mezzo, riesce a comunicare se stessa, a creare un dialogo frontale ed interattivo e,  evidenziando anche la propria efficienza nel servizio in rete, la sua volontà di aprirsi al proprio pubblico.

Il sito web è quindi in grado di offrire un ampio pacchetto di benefits e di possibilità al brand: oltre alla vendita on-line e alle possibilità di e-commerce, l’ interazione e la prossimità col target, la visibilità e la costruzione di significati e di sistemi di segni.

Si arriva quindi a capire l’importanza della corrispondenza fra sito ed equity della marca ai fini di una buona riuscita ed efficacia del sito, e del delicato bilanciamento da tenere fra coerenza e innovazione.

Coerenza in quanto il sito di marca comunque non nasce dal nulla ma prosegue un percorso già intrapreso dalla marca e che l’ha resa nota.

Innovazione in quanto è comunque richiesto ed atteso un cambiamento/rinnovamento/ammodernamento dell’immagine della marca nel sito.

In definitiva, on-line la marca ha l’opportunità di rinsaldare i propri legami affettivi e le proprie relazioni col consumatore ribadendo i propri contenuti e insistendo sul sistema di segni che la caratterizza. Allo stesso tempo, ha la straordinaria opportunità di adattarsi in tempo reale ai cambiamenti mutando d’ambito, riposizionandosi e sintonizzandosi coi propri interlocutori.

Il problema è che non tutte le imprese o brand sembrano aver chiaro tutto questo… anzi… e le mie analisi simbrano per ora dimostrare pienamente questa tesi.

Evidenzio a tale proposito il link al blog B2Corporate.com e consiglio di visitare logopro.it.

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~ di greatsmurf su aprile 20, 2009.

2 Risposte to “Brand equity e Brand e-quity”

  1. Davvero ben scritto e ben costruito questo post, Diego 😀
    Mi piace assai!

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