“Nel mulino che vorrei…” – Le brand community online

Grazie ai nuovi strumenti di comunicazione digitale, i brand hanno oggi a disposizione nuove modalità e possibilità per stimolare tutte le sfere d’interazione da parte dell’utente/consumatore: percettiva, emotiva, cognitiva, sombolica e pragmatica.

Con Internet si possono sicuramente creare pagine graficamente di impatto e vetrine in cui esporre i propri prodotti ma si può anche, e soprattutto, instaurare una relazione forte e duratura con i clienti: per chi non l’avesse intuito, sto parlando delle brand community online.

Esse costituiscono ambienti virtuali in cui, attraverso una serie di strumenti di interazione (forum, chat, newsgroup, blog…), il brand evidenzia la sua volontà di ascoltare il consumatore e di accettarlo, quindi, come intrlocutore attivo, ispiratore e consigliere.

Così facendo l’intero spazio online viene a strutturarsi come un ambiente di dialogo, dibattito, intrattenimento, scambio di idee ed esperienze con il fine di creare un’arricchimento reciproco e un flusso informazionale virtuale sempre maggiore.

Alla luce di quanto detto, è palese la corrispondenza di questa nuova modalità di approcciarsi al Web con quello che è il Marketing Relazionale, punto nodale del marketing contemporaneo.

Possiamo distinguere le brand coomunity fra:

  • Brand community created by consumer: spazi di dialogo che sorgono spontaneamente dalla libera iniziativa di cultori e fan di un determinato brand (Fiat 500, Maggiolino, Ducati Monster)
  • Brand community created  for consumer: costruite e messe a disposizione dal brand per i propri utenti/consumatori (Swatch the Club, Pampers)

Vorrei focalizzare la mia e la vostra attenzione sull’ultima di queste e nello spacifico,  nel caso del nuovo portale Nel mulino che vorrei…: questa “…è la prima piattaforma italiana di condivisione delle idee tra i consumatori, con lo scopo di fare emergere le esigenze, i bisogni e i desideri dei clienti e farle realizzare da Mulino Bianco” (cit. Intranos, il blog di uno degli ideatori).

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L’obiettivo che si prefigge la Mulino Bianco è molto ambizioso e cioè, attraverso questa piattafoma di contatto, realizzare quelle che saranno le idee più votate dalla community, se coerenti con la missione, visione e valori di Mulino Bianco.

Questo richiede al brand un grande impegno e una grande costanza nella gestione del portale e soprattutto delle relazioni con i clienti iscritti e per ora, a pochi mesi dalla sua nascita, i risultati sono ottimali visto il numero di iscrizioni e la valanga di idee che ha travolto la società.

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~ di greatsmurf su maggio 11, 2009.

4 Risposte to ““Nel mulino che vorrei…” – Le brand community online”

  1. Interessante descrizione delle Brand Community,mi sembrano spiegate in maniera esauriente e sintetica.
    E’altrettanto interessante il fenomeno che queste comunità virtuali riescono a creare intorno ad una marca e al modo in cui le aziende riescono,attraverso questo mezzo,a comunicare i valori,i presupposti e tutto ciò che gli gira intoro..
    Mi è capitato di vistare alcuni siti molto esaurienti come la Mulino Bianco appunto ma anche quello della Pane angeli che per le festività carnevalesche aveva messo a disposizione un simpatico test sulle ricette tipiche delle regioni italiane!
    Per concludere vorrei dire che è un fenomeno sempre più diffuso e se gestito nella maniera giusta è in grado di portare alla marca un numero consistente di benefici!
    Alla prossima:)

    • Ciao magicalanotte, intanto grazie per i complimenti ;), ho seguito l’esperimento fatto da Paneangeli ed anche quello mi sembra un gran bel progetto che sta producendo buoni risultati. E’ molto interessante notare l’impostazione ormai presa da tutto il sito dell’azienda, totalmente rivoluzionato e riorientato nell’ottica della community e della collaborazione con il cliente.

  2. le community sono una componente fondamentale nella comunicazione aziendale. crearne una e riuscire a mantenerla porta l’azienda ad aumentare ulteriormente la sua forza comunicativa (soprattutto per quanto riguarda la comunicazione del valore). deve però essere cosciente della possibilità di ricevere sia commenti e proposte positive che critiche.
    in entrambi i casi essa cresce e migliora. deve creare un contatto diretto con i propri consumatori, dar loro la possibilità di esprimere la propria opinione ed soprattutto deve ascoltarli.

    • hai perfettamente ragione su tutti i fronti, l’errore più grande che possa fare un’azienda è aprire una community perchè lo fan tutti e poi chiudersi a riccio di fronte alle critiche…il mercato deve essere ormai concepito come un forum e alla base ci deve essere un’ottica orientata alla collaborazione azienda-cliente.

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