Il ritorno della bottega… ma online!

la parte abitata della reteHo appena letto il libro “La parte abitata della rete” di Sergio Maistrello e vorrei iniziare consigliandolo a tutti voi. Questo libro ha infatti la grande capacità di spiegare le nuove possibilità offerte dal mondo del Web con esempi molo chiari ed un linguaggio semplice.

Alcune parti in particolare mi sono sembrate particolarmente adatte al percorso che sto facendo e per questo cercherò di condensarle qui per voi.

Il mercato si è ormai trasformato in una vera e propria conversazione fra azienda e consumatore in quanto la rete ha reso possibile il contatto diretto fra di essi ed inoltre la costruzione di rapporti di fiducia è diventato il fondamento della maggior parte delle transazioni in rete.

Chi legge in tutto questo un ritorno alle botteghe bottegaartigianali tipiche del periodo antecedente alla distribuzione di massa si avvicina di molto al punto.”

Per molto tempo la piccola impresa ha gridato allo spauracchio della globalizzazione che invece, grazie allo straordinario sviluppo della rete, sta ora incentivando proprio loro, le piccole iniziative individuali e specializzate.

Su Internet si apre infatti una vera e propria cascata di possibilità per le piccole realtà locali in quanto si ha:

  • l’abbattimento delle limitazioni spazio-temporali;
  • l’aumento esponenziale della clientela potenziale;
  • l’abbattimento dei costi di gestione.

Non basta però solo essere presenti in rete, bisogna:

  • entrare nell’ottica della conversazione e della condivisione;
  • investire nel racconto di sé;
  • rispondere con tempestività al pubblico;
  • essere pronti anche a ricevere critiche;
  • concepirsi pari in un ambiente di pari.

Antonio Tombolini, precoce imprenditore sulle vie digitali, chiama questo fenomeno micromarca globale e presenta alcuni esempi di illustri piccole attività di nicchia che hanno visto in Internet una risorsa fondamentale: Stormhoek (produttore di vino sudafricano), English Cut (blog del sarto londinese Thomas Maron), lo stesso Tombolini con il negozio online di enogastronomia ligure San Lorenzo e Semplicissimum Blog Farm che promuove e assiste le aziende che muovono i primi passi nel mondo della rete.

Voglio quindi fare un appello alle piccole imprese che guardano ancora con diffidenza il mondo della Rete:

Non avete scelta: Accendete il vostro computer, mettete in bella vista il vostro banco, fate un bel respiro, e iniziate ad urlare a gran voce quanto sono buoni i vostri prodotti. Si torna al mercato di una volta… ma in Rete.

mercato

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~ di greatsmurf su giugno 3, 2009.

5 Risposte to “Il ritorno della bottega… ma online!”

  1. Sono d’accordo sul fatto che la rete oggigiorno è una componente fondamentale per chi voglia mettersi in mostra e farsi conoscere un pò in tutto il mondo.E’ un grande mercato globale che facilita e aiuta gli scambi,una vetrina di tutto rispetto.
    Però trovo altrettanto interessante che le piccole e medie imprese che ancora non si sono affacciate al mondo di internet siano rimaste nel loro “piccolo”,va bene la globalizzazione virtuale,va bene farsi conoscere va bene esportare i propri prodotti in tutto il mondo ma va altrrettanto bene che queste piccole imprese rimangano tali.
    Trovo che sia piacevole che una bottega sconosciuta su internet sia invece nota tra le persone del paese di appartenenza,che rimanga in una stretta cerchia di consumatori e che NON TUTTO appaia su internet!

    • Il fatto è che le piccole attività attualmente sono veramente in crisi e questo è dovuto alla fortissima diminuzione della clientela che hanno registrato negli ultimi anni.
      Vuoi per la proliferazione dei grandi centri commerciali, vuoi per la crisi economica che porta il cliente a spostarsi verso una diversa tipologia di negozi, ma sta di fatto che esse devono in qualche modo reagire.
      C’è chi risponde attuando una politica di specializzazione (in campo alimentare vedi il successo delle piccole botteghe che offrono prodotti tipici o di alta qualità o ancora, nell’abbigliamento i negozi che offrono le grandi firme o direttamente i brand store) ma anche in questo caso è necessario fare qualcosa in più per ampliare il proprio raggio d’azione.
      E’ ormai molto difficile per un piccolo negozio riuscire a sbarcare il lunario basandosi solo sulla piccola cerchia di clienti che ha nel paese e a tal proposito, invece, la Rete risulta essere una soluzione che offre buone prospettive a tutti.

  2. Ok,giusto.
    Ma è triste pensare che anche queste piccole botteghe,caratteristiche,debbano “presentarsi”in rete per uscire da questa crisi che le attraversa.
    Spero che oltre al web siano in grado di pensare ed attuare nouvi modi efficaci per proporsi.
    Mi sembra assurdo che internet stia diventando “quasi”l’unica ancora di salvezza per pubblicizzarsi..

  3. Hai perfettamente ragione, anche perchè non tutti sono ancora aperti alla tecnologia di Internet.
    Secondo me infatti l’utilizzo della Rete va comunque inserito all’interno di un contesto più generale e cioè di una campagna di comunicazione. Deve esser visto come un tassello di una costruzione molto più grande che deve però comprendere anche altri canali, altri media ed altre tecniche.

  4. […] “l’effetto Amy Winehouse” Come già detto in precedenza (vedi “Il ritorno della bottega… ma online!“), il corporate blog è una delle realtà che sta prendendo più piede in questi anni e che […]

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